Fondazione Maria Valtorta - Viareggio
ENCICLOPEDIA VALTORTIANA



Maria Valtorta

Nacque da genitori lombardi. Il padre era ufficiale di cavalleria e la famiglia Valtorta traslocò diverse volte, prima di stabilirsi definitivamente a Viareggio. La condizione familiare piuttosto agiata permise alla giovane Maria di frequentare il prestigioso Collegio "Bianconi" di Monza, dove ricevette un'educazione classica, segnalandosi soprattutto per l'eccellente padronanza della lingua italiana [senza fonte].  Ma, prima ancora della conclusione degli studi, la sua vita fu segnata dai primi scontri con la madre, la quale infranse il suo sogno di sposarsi. Inoltre, nel 1920, subì una aggressione da parte di un giovane deviato il quale, sferrando un forte colpo sul fianco con una spranga di ferro, le lesionò la spina dorsale: questo fu l'inizio di un interminabile calvario medico che, nel 1934, la vide infine costretta a letto, semiparalizzata dalla vita in giù. 

Nonostante le crescenti difficoltà, Maria Valtorta si dedicò interamente all'approfondimento della fede cristiana cattolica, anche come delegata dell'Azione Cattolica, finchè glielo permisero le sue forze. La lettura dell'autobiografia di Teresa di Lisieux, "Storia di un'anima", fece maturare in lei la decisione di offrirsi come vittima: « vittima d'Amore prima, per consolare l'Amore divino che non è riamato, e poi anche di Giustizia, per la salvezza delle anime e del mondo. » 

(Maria Valtorta) Sopraggiunta la paralisi, pensò di dedicarsi alla scrittura e abbozzò un romanzo a sfondo autobiografico, "Il cuore di una donna", che, tuttavia, non condusse mai a termine, in parte per ragioni di obiettiva difficoltà, ma soprattutto perchè, nel corso del 1943, la sua vita, che ella credeva ormai prossima alla conclusione, conobbe una svolta radicale. 

In quell'anno, ella incontrò un sacerdote servita, padre Romualdo Maria Migliorini, ex-Missionario destinato al convento di Viareggio; questi divenne il suo direttore spirituale e le chiese di scrivere la propria autobiografia. Ella, superata l'iniziale riluttanza a rivangare un passato ancora doloroso, obbedì e, nell'arco di pochi mesi, riempì sette quaderni autografi. 

Il secondo e cruciale evento dell'anno si verificò il Venerdì Santo: Maria udì una "voce" - che pensò essere la voce di Gesù - la quale la induceva a scrivere, come sotto dettatura. Quel primo "dettato" segnò l'inizio di un'opera monumentale: tra il 1943 e il 1947, con "punte" fino al 1951, Maria vergò di getto, senza rileggere, centoventidue quaderni autografi, che contengono tutte le opere diverse dall'"Autobiografia", scritte a episodi, di getto e in contemporanea. Eppure, da quelle condizioni di salute e di lavoro - per di più aggravate dagli eventi bellici, che la videro anche sfollata - nacquero testi corposi e organici. 

Ben presto, la presunta "voce" di Gesù - cui, nei "dettati", si aggiunsero via via anche l'Eterno Padre, lo Spirito Santo, Maria Santissima e l'Angelo custode della scrittrice - indicò come principale la grande opera sul Vangelo, che, una volta completata, avrebbe visto descritta (in una serie di "visioni") e commentata (nei "dettati" che accompagnano i singoli episodi) la vita di Gesù e Maria, dall'Immacolata Concezione fino all'Assunzione. 

Padre Migliorini cominciò ben presto a formare copie dattiloscritte di quanto Maria andava scrivendo e anche a farle circolare, sebbene ella e anche la sua "voce" interiore fossero contrarie a qualsiasi divulgazione degli scritti prima della morte di Maria stessa. Tale divulgazione, tuttavia - necessariamente frammentaria - attirò l'attenzione del Sant'Uffizio, che ordinò il ritiro di tutti i dattiloscritti in circolazione. 

L'intera opera della Valtorta fu comunque sottoposta, per una sua valutazione e giudizio, all'allora pontefice Pio XII, il quale dopo averla attentamente consultata diede disposizione di pubblicarla e di leggerla "così come è stata scritta". Questo per evitare che alcuni zelanti chierici potessero in qualche modo censurare alcuni passaggi e capitoli che a loro dire risultavano essere poco edificanti. 

Va detto che l'opera ha subito inoltre approfondite analisi da parte di molti eminenti teologi cattolici i quali dichiararono unanimemente che questa era assolutamente conforme alla ortodossia cattolica. 

Maria Valtorta inoltre mentre era impegnata nella stesura del suo Evangelo riuscì a riempire una grande quantità di quaderni tanto da poter formare in seguito ben 3 volumi di oltre 400 pagine l'uno il cui contenuto risultava integrativo dell'opera principale. Questi volumi sono titolati rispettivamente Quaderni 1943 / 1944 / 1945-50. 

Si pensò allora ad un'edizione a stampa di tutta l'Opera principale, ma svariate difficoltà si frapposero alla realizzazione del progetto: soltanto nel 1956 vide la luce il primo di quattro volumi, intitolato "Il Poema di Gesù", per i tipi delle Edizioni Pisani. Peraltro, nei volumi successivi, che furono pubblicati con cadenza annuale fino al 1959, il titolo - suggerito dal noto clinico Nicola Pende, un estimatore dell'Opera - fu modificato in "Il Poema dell'Uomo-Dio", poichè la versione originaria era già stata usata da un'altra casa editrice. 

All'indomani della pubblicazione del quarto volume, il 16 dicembre 1959, il Sant'Uffizio condannò l'opera e la iscrisse nell'Indice dei libri proibiti. Il decreto della "Suprema", come di consueto in simili casi, non era motivato; su "L'Osservatore Romano" del 6 gennaio 1960, esso fu riportato insieme con un articolo di commento, intitolato "Una vita di Gesù malamente romanzata". Il provvedimento è discusso nella sezione dedicata alla posizione della Chiesa. 

Maria Valtorta, a quanto si dice[senza fonte], reagì quasi con indifferenza alla notizia della condanna; forse era iniziato quel misterioso processo che la portò, nei suoi ultimi anni, ad estraniarsi dal mondo in misura sempre maggiore. 

Morì nella propria casa di Viareggio, il 12 ottobre 1961, e spirò non appena il sacerdote, recitando la preghiera per i moribondi allora in uso, le ebbe rivolto l'invito: "Proficiscere, anima christiana, ex hoc mundo" (Parti, anima cristiana, da questo mondo). Fu sepolta nel cimitero viareggino, ma, nel 1973, la salma fu riesumata e traslata a Firenze, presso la Basilica della Santissima Annunziata, il cui celebre affresco, ella aveva molto ammirato in vita. 

Di recente, l'Ordine dei Servi di Maria ha tentato di introdurre un processo di beatificazione, ma il Vescovo di Lucca, nella cui Diocesi è morta Maria Valtorta, ha proposto di adire l'Arcivescovo di Firenze - adducendo, tra le altre, ragioni di ordine pratico, per essere il Tribunale diocesano già impegnato in un processo di beatificazione alquanto ponderoso - e il Metropolita, una volta designato quale giudice dalla Congregazione per le Cause dei Santi, ha negato l'introduzione della causa, forte del parere negativo, pressochè unanime, dei Vescovi toscani; parere le cui ragioni, peraltro, non sono state comunicate al Postulatore.

 

 

 

la mamma Iside Fioravanzi il padre Giuseppe Valtorta
Maria Valtorta ad 1 anno con i genitori e la nonna materna
Maria Valtorta a 2 anni Maria Valtorta a 2 anni
Maria Valtorta a 3 anni Maria Valtorta a 3 anni
Maria Valtorta a 3 anni con la madre Maria Valtorta a 4 anni
 Maria Valtorta a 5 anni Maria Valtorta a 6 anni
Maria Valtorta a 7 anni Maria Valtorta a 8 anni ( Cresima )
Maria Valtorta con la zia Angelina ( madrina ) Maria Valtorta a 9 anni
Maria Valtorta a 10 anni Maria Valtorta a 11 anni
Maria Valtorta a 11 anni con il padre Giuseppe Maria Valtorta a 12 anni
Maria Valtorta a 13 anni al Collegio Bianconi Maria Valtorta a 15 anni
Maria Valtorta a 18 anni Maria Valtorta a 19 anni
Maria Valtorta a 21 anni Maria Valtorta a 22 anni
Maria Valtorta a 23 anni Maria Valtorta a 25 anni
Maria Valtorta a circa 30 anni sulla passeggiata di Viareggio
l'amato padre morto nel 1935 la dispotica madre morta nel 1943
il direttore spirituale padre Romualdo M. Migliorini o.s.m. Maria Valtorta nel 1943 ( 46 anni )
Maria Valtorta nel 1948 ( 51 anni ) Maria Valtorta nel 1948 ( 51 anni )
Maria Valtorta con l'amico di famiglia Sig. Bottai ( 1948 ) Maria Valtorta nel 1951 ( 54 anni )
Maria Valtorta nel 1953 ( 56 anni ) Maria Valtorta nel 1961 ( 64 anni )
La salma di Maria Valtorta La salma di Maria Valtorta
Marta Diciotti vicino alla salma La salma di Maria Valtorta
il funerale di Maria Valtorta la tomba di Maria Valtorta a Viareggio
la camera di Maria Valtorta nel 1969 padre Berti, Marta Diciotti e Madre Teresa Maria
Marta Diciotti Madre Teresa Maria confidente spirituale
traslazione a Firenze nel 1973 la tomba di Maria Valtorta oggi